nella diocesi di Esmeraldas; attività al 2025: Oratorio festivo; Scuola primaria; Scuola secondaria tecnica; Scuola secondaria umanistica; Chiesa pubblica
nella diocesi di Lisboa; attività al 2025: ADMA; Scoutismo; Scuola pre-primaria; Scuola 1°, 2° e 3° ciclo basico; Scuola secondaria; Centro exallievi; Servizi sociali; Cappellanie; Cappella pubblica; Centro cooperatori; ArtiSport
Il 16 maggio 1929 la salma di Don Bosco fu riesumata. Autorità religiose e civili, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice furono presenti in grande numero. Lo stesso sindaco di Torino, Paolo Thaon de Revel, volle rendere omaggio all'illustre concittadino. Il giorno seguente fu fatta la ricognizione medico-legale e i resti mortali di Don Bosco risultarono perfettamente conservati. L'avvenimento mise in moto la simpatia e la venerazione dei moltissimi amici di Don Bosco, che volevano vedere e sapere, e fu difficile far fronte alla ressa che si era creata, per il grande concorso di popolo.
[Descrizione Iconografica dell'Immaginetta]: Gesù Bambino è raffigurato al centro, radioso e adagiato sulla paglia, mostrando sul petto il Sacro Cuore. Ai lati della mangiatoia fioriscono dei gigli bianchi. Sotto il cartiglio con l'iscrizione latina, i tre Re Magi sono ritratti di spalle in ginocchio, adoranti, stagliati contro un paesaggio esotico con palme, una stella cometa e una città sullo sfondo. ; [Dettagli Tecnici e Note Editoriali]: Stampa cromolitografica. Bordo frastagliato a piccoli dentelli su tutti i quattro lati.
nella diocesi di Evora; attività al 2025: Teologato; ADMA; Scoutismo; Scuola dell'infanzia; Scuola 1°, 2° e 3° ciclo basico; Scuola secondaria; Centro exallievi; Parrocchia; Servizi sociali; Cappellanie; Centro cooperatori; Libreria; Centro artistico; ArtiSport
Un fatto straordinario: una bilocazione di Don Bosco avvenne in questa casa di Chieri in via Giovanni Demaria dove abitava Bernardo Casalegno. Don Lemoyne nel vol. 7 delle Memorie Biografiche a pagina 224 riferisce quanto scrisse Don Bonetti in proposito. All'inizio di luglio del 1862 Don Bosco aveva detto che un suo giovane sarebbe morto; ora Casalegno Bernardo di Chieri, studente a Valdocco, moriva in famiglia venerdì 18 luglio alle ore 14,15, mentre Don Bosco si trovava a Sant'Ignazio sopra Lanzo per gli esercizi. Lo stesso venerdì il Santo riferì ai ragazzi che era stato al letto di Bernardo e lo aveva assistito negli ultimi momenti. Noi a Torino non sapevamo nulla e già Don Bosco comunicava a Don Alasonatti la notizia del decesso. Come aveva fatto a conoscerla? Abbiamo interrogato i ragazzi e abbiamo concluso che era umanamente inspiegabile, date le circostanze del fatto. Noi aggiungiamo che il padre stesso, Cav. Geom. Giuseppe Casalegno, confermò al Sac. Bartolomeo Gaido, come Don Bosco, trovandosi lontano, annunziasse pubblicamente la morte del figlio nel momento stesso che spirava.
[Soggetto Raffigurato]: Don Andrea Beltrami ; [Descrizione dell'Immagine]: Ritratto fotografico in bianco e nero o seppia del giovane sacerdote salesiano a braccia conserte sul petto, inserito in una ricca cornice geometrica a piccoli cerchi ed elementi floreali stilizzati. ; [Elementi Particolari - Note Tecniche]: Santino con reliquia d'epoca (castone circolare cucito-applicato al centro). Carta leggermente ingiallita dal tempo.
[Soggetto Raffigurato]: Don Andrea Beltrami ; [Descrizione dell'Immagine]: Medesimo ritratto del n. 0135, ma stampato su un fondo decorato a colori (giallo e verde) con illustrazioni di gigli e foglie che incorniciano la foto centrale. ; [Elementi Particolari - Note Tecniche]: Santino con reliquia (castone circolare al centro in basso). Variante grafica decorata.
[Soggetto Raffigurato]: Don Filippo Rinaldi ; [Descrizione dell'Immagine]: Ritratto del $3^\circ$ successore di Don Bosco con occhiali e abito talare, inserito all'interno di una cornice ovale decorata con motivo geometrico dorato su fondo bianco. ; [Elementi Particolari - Note Tecniche]: Santino con reliquia: presenta un castone circolare nella parte inferiore contenente un frammento di tessuto nero (ex indumentis).
[Soggetto Raffigurato]: Don Filippo Rinaldi ; [Descrizione dell'Immagine]: Ritratto a mezzo busto (sviluppato in larghezza rispetto al precedente) del Servo di Dio Filippo Rinaldi con occhiali. Fondo neutro chiaro. ; [Elementi Particolari - Note Tecniche]: Santino con reliquia (castone circolare in basso). In basso a destra è visibile la nota tipografica: UAG - Colle Don Bosco - Printed in Italy.
A maggio, poi, veniva la falciatura del fieno nei prati: un lavoro duro e faticoso riservato agli uomini più robusti, ma al quale tutti collaboravano per spandere, voltare e rastrellare il fieno. A quei tempi era molto sentito lo spirito di solidarietà e di collaborazione: i contadini dei vari poderi si aiutavano volentieri gli uni gli altri a falciare, raccogliere e sistemare il fieno in cascina.
nella diocesi di Portsmouth; attività al 2025: Casa per salesiani anziani e infermi; Scuola primaria; Scuola secondaria 2° grado; Parrocchia; Centro cooperatori; Unione exallievi
nella diocesi di Baucau; attività al 2025: Noviziato; Oratorio; Scuola primaria (basica); Scuola media; Scuole secondarie; Scuole professionali; Pensionato; TVET (Technical and Vocational Education and Training); Santuario "Maria Ausiliatrice"; Residenza missionaria; Opera di assistenza e promozione sociale
nella diocesi di Fernando de la Mora; attività al 2025: Prenoviziato; Centro di salute; MJS (Movimiento Juvenil Salesiano); Oratorio festivo; Centro giovanile; Parrocchia; Collegio “Santa Ana”; Scuola "Pedro I. Moringo"
[Soggetto - Descrizione dell'Immagine]: Riproduzione del celebre dipinto allegorico del "Sogno delle due colonne" di Don Bosco: una grande nave (la Chiesa, guidata dal Papa) si ancora tra la colonna dell'Eucaristia (IHS) e quella di Maria Ausiliatrice. ; [Testo - Iscrizioni Presenti]: Festa di San Giovanni Bosco
nella diocesi di Fianarantsoa; attività al 2025: Oratorio; Centro di Formazione al Lavoro (CFT); Atelier Saint Joseph; Casa Magone (Casa di accoglienza per i ragazzi di strada); Parrocchia
nella diocesi di Fianarantsoa; attività al 2025: Postnoviziato; Centro Salesiano di studi e ricerche (CSER); ISSaPhi (Istituto Superiore Salesiano di Filosofia)
[Descrizione dell'Immagine]: Figura intera della Vergine in piedi sulle nuvole, manto azzurro su abito rosso, con scettro e Bambino in braccio. Aureola di stelle dorate sfumate. ; [Soggetto Iconografico]: Maria Ausiliatrice ; [Iscrizione - Testo sul Fronte]: Nessuna (sul fronte)
1848. È l'anno frenetico del Risorgimento e della prima Guerra d'Indipendenza. I preti sono odiati come nemici della patria. Un giorno, mentre facevo catechismo — scrisse Don Bosco, — una palla d'archibugio entrò per la finestra e mi strappò la veste tra il braccio e le coste, facendo largo guasto nel muro (MO 205). Una lapide ricorda il fatto drammatico.
Come alloggio, la Marchesa aveva assegnato a Don Bosco un'ampia stanza al secondo piano del Rifugio che vediamo in questa inquadratura. In mancanza di locali più adatti, i ragazzi, fin da quella prima domenica, si installarono nella sua camera, prendendo posto un po' dappertutto; sul letto, sul tavolino, sul davanzale della finestra, per terra... occupando nelle domeniche seguenti, essendosi aggiunti anche parecchi ragazzi della zona, il corridoio e le scale... Per la Messa li conduceva generalmente alla chiesa della Consolata, e nelle giornate buone, in qualche chiesa più lontana, come al Monte dei Cappuccini, a Sassi, alla Crocetta. Attraversavano le vie della città cantando e pregando, tra la meraviglia dei passanti. Tuttavia, a causa della ristrettezza dei locali, la situazione divenne ben presto inadeguata e Don Bosco decise di recarsi dall'Arcivescovo mons. Franzoni per esporgli i suoi problemi, le difficoltà e l'esigenza di più ampi locali. Il prelato scrisse subito alla marchesa che permise si riducessero a cappella, due spaziose camere dell'ospedaletto. Il nuovo locale, dedicato a San Francesco di Sales, da lui scelto come modello e patrono dell'opera che stava iniziando, venne benedetto da Don Bosco che vi celebrò la prima Messa. Era l'8 dicembre 1844, giorno consacrato all'Immacolata, così caro al suo cuore per l'amore che portava alla Madonna e perché in quel giorno aveva iniziato il suo apostolato a servizio dei giovani (cf MB 2, 250).
Il 1° gennaio 1862, alla buona notte, Don Bosco disse ai suoi ragazzi: Che ne direste se la Madonna stessa dicesse a ciascuno di voi una parola per il nuovo anno? Ebbene, la cosa è appunto così. Venite in camera mia, e darò a ciascuno un biglietto. Su un grande quaderno, accanto ai 573 nomi di ragazzi, Don Bosco aveva scritto una frase adatta a ciascuno. A ritirare la parola della Madonna si presentarono in 560. Tredici striscioline sono ancora nel quaderno.
nella diocesi di Firenze; attività al 2025: Centro diurno; Sala della Comunità “Esse”; Oratorio e Centro giovanile; Parrocchia “Sacra Famiglia”; Casa per ferie; Soggiorno montano “Castagno d’Andrea”; Scuola secondaria paritaria di 1° e 2° grado (liceo scientifico e delle scienze umane opz. economico-sociale); Parrocchia “S. Maria Madre della Chiesa a Torregalli”