Quanti ostacoli Don Bosco dovette superare prima che il suo progetto di Regole per la Società Salesiana fosse approvato da Roma! Vi si recò nel 1874, per difendere la sua causa. La lettera qui riprodotta fu scritta ai Salesiani di Torino il 25 marzo 1874, tra la prima e la seconda riunione della Commissione Pontificia. Si prevedeva un esito positivo. Don Bosco annunciò: « Rallegratevi! La prima congregazione del 24 riuscì bene... attendete con pazienza quanto il Signore disporrà di noi... ».
Subito dopo l’approvazione, le Regole furono stampate nella loro forma definitiva. Foto: Uno dei primi esemplari, con correzioni a mano di Don Bosco (1874).
Subito dopo l’approvazione, le Regole furono stampate nella loro forma definitiva. Foto: Uno dei primi esemplari, con correzioni a mano di Don Bosco (1874).
Lettera di Maria Mazzarello, prima Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È indirizzata a suor Pierina Marassi, in Torino: «Viva Gesù! Mia carissima suor Pierina e sorelle tutte siete allegre? ».
Madre Maria Domenica Mazzarello (1837-1881). Seduta in mezzo al gruppo, stringe la mano di suor Giuseppina Pacotto, in occasione della seconda spedizione di suore in Uruguay e in Argentina (1° gennaio 1879).
La Terza Famiglia di Don Bosco è formata dai ’ Cooperatori Salesiani ’. La foto presenta un gruppo di Cooperatori, in occasione di una visita alla vecchia tomba di Don Bosco in Vaisalice. Torino, 1890.
Il Bollettino Salesiano. Anno primo, 1877. Numeri 1, 2, 4Don Bosco fondò questo periodico per mantenere i contatti con i ‘ Cooperatori ’ disseminati in tutto il mondo. Il successo del Bollettino fu straordinario, e continua a crescere anche oggi (1965). Si pubblica in 32 diverse edizioni e in 16 lingue. Ha una tiratura globale di più di un milione di copie. E un legame di ‘ unità salesiana ’ tra i Salesiani e gli amici delle loro opere, sparsi su tutta la terra.
Scrittoio di Don Bosco. Il mappamondo che lo sovrasta era usato volentieri da Don Bosco ; guardandolo, carezzava i suoi sogni mondiali. Vi vedeva i suoi missionari porre piede nell’America del Sud, e gradualmente scia-mare in tutti i continenti.
Don Giovanni Cagliero. Guidò la prima spedizione missionaria, e divenne più tardi vescovo e cardinale. Qui è con Zefirino Namuncurà (1886-1905), figlio di un potente cacico della Patagonia. Zefirino mori a Roma in concetto di santità. Per aver favorito con instancabile attività il progresso materiale e spirituale degli indigeni, i Salesiani si guadagnarono il rispetto e la confidenza delle tribù e dei loro capi. Questo spiega il grande successo della loro missione.
A Valdocco, oggi (1965). Intenso e continuo è l’invio di materiale a tutti i Missionari del mondo. Il centro principale di quest’attività rimane Torino.
Pio IX. Foto che appartenne a Don Bosco. Il Santo, amico e confidente di Pio IX e di Leone XIII, raccomandò in maniera specialissima ai suoi Figli e alle sue Figlie l’obbedienza e la fedeltà al successore di San Pietro.
Concilio Vaticano Primo (18 luglio 1870). I Padri conciliari sono riuniti nella navata laterale della Basilica di San Pietro. Si sta proclamando il dogma dell’Infallibilità Pontificia di cui Don Bosco fu ardente propugnatore. Sul trono, Pio IX. Disegno di G. Altobelli, che si servì di ritratti fotografici, incollando i volti delle persone sul disegno.
Concilio Vaticano Primo (18 luglio 1870). I Padri conciliari sono riuniti nella navata laterale della Basilica di San Pietro. Si sta proclamando il dogma dell’Infallibilità Pontificia di cui Don Bosco fu ardente propugnatore. Sul trono, Pio IX. Disegno di G. Altobelli, che si servì di ritratti fotografici, incollando i volti delle persone sul disegno.
Basilica del Sacro Cuore, in Roma. Fu eretta da Don Bosco su richiesta di Leone XIII, e inaugurata il 14 maggio 1887, 8 mesi prima della morte del Santo.
Papa Pio X, al tempo in cui era giovane vescovo di Mantova (foto Ferrari, Treviso). Il canonico Sarto, futuro Pio X, visitò l’Oratorio nel 1875. Don Bosco non gli potè offrire che un pranzo estremamente fragile. E Don Giuseppe Sarto dovette entrare in un vicino ristorante per un secondo pasto...
Papa Pio XI. Giovane sacerdote, Don Ratti s’interessò vivamente dei giovani e particolarmente dell’Opera fondata da Don Bosco a Torino. Visitò l’Oratorio nel 1883, quand’era bibliotecario all’Ambrosiana di Milano. Divenuto Papa, proclamò Don Bosco Beato (1929) e poi Santo (1934).
Don Bosco nella villa Marti-Codolar, in occasione del suo viaggio a Barcellona, 1886. Si vede, chino verso di lui, Don Rua, suo primo successore a Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana.
Decorazione che Don Bosco ricevette a Barcellona. L’iscrizione dice: «Al rev.do Don Juàn Bosco, miembro de honor y mèrito de la Asociación de católicos de Barcelona, 15 de abril 1886 ».
Il monte Tibidabo oggi (1965). In sogno Don Bosco vide sorgere sulla sommità un magnifico Santuario. Il Santuario fu inaugurato nel 1961. E dedicato al Sacro Cuore di Gesù e affidato ai Salesiani.
Sofà e leggio. Su questo sofà Don Bosco passò gli ultimi mesi di vita. Si riposava, pregava, lavorava. Le sue gambe gonfie gli permettevano appena qualche passo. La sua vista, sempre più affaticata, non gli lasciava più di leggere. Passava il tempo a dettare ai suoi segretari. Nei momenti di respiro, raccontava loro le prime vicende dell’Oratorio ...
Tavolino da notte e oggetti vari usati da Don Bosco. La bottiglia d’acqua, che si trovava sul tavolino alla sua morte, fu sigillata. Si conserva ancora nel ‘ Museo Don Bosco ’.
Letto in cui mori Don Bosco. Lenzuola e coperte sono conservate con cura nell’armadio delle reliquie. La scaletta aiutava il Santo a salire sul letto quando le gambe lo facevano troppo soffrire.
La salma di Don Bosco fu esposta nella ’ galleria ’ accanto alle sue stanze. Rivestito dei paramenti sacerdotali, Don Bosco fu visitato da una fiumana interminabile di fedeli. La foto fu scattata il giorno stesso della sua morte, il 31 gennaio 1888. Il crocifisso e la poltrona si conservano ancora nella ' galleria ’, accanto alle stanze del Santo.
La salma di Don Bosco fu esposta nella ’ galleria ’ accanto alle sue stanze. Rivestito dei paramenti sacerdotali, Don Bosco fu visitato da una fiumana interminabile di fedeli. La foto fu scattata il giorno stesso della sua morte, il 31 gennaio 1888. Il crocifisso e la poltrona si conservano ancora nella ' galleria ’, accanto alle stanze del Santo.
Il primo monumento a Don Bosco. Fu eretto nel 1898 sulla piccola piazza di Castelnuovo d’Asti dai suoi compaesani. In seguito il nome del paese fu cambiato in Castelnuovo Don Bosco.
Il 3 giugno 1929, Pio XI proclamò Don Bosco ‘ Beato ’. Foto a destra: il Papa inginocchiato davanti all’immagine del nuovo Beato. A sinistra: i resti di Don Bosco trasportati da Valsalice a Torino-Valdocco il 9 giugno 1929, in un trionfo di folla che gremiva le vie di Torino, pregando e cantando.
Il 3 giugno 1929, Pio XI proclamò Don Bosco ‘ Beato ’. Foto a destra: il Papa inginocchiato davanti all’immagine del nuovo Beato. A sinistra: i resti di Don Bosco trasportati da Valsalice a Torino-Valdocco il 9 giugno 1929, in un trionfo di folla che gremiva le vie di Torino, pregando e cantando.
Il giorno di Pasqua 1934 vide la suprema glorificazione di Don Bosco. Pio XI lo proclamò ‘ Santo ’. Era il 1° aprile. Nella foto, l’entrata del Papa nella Basilica di San Pietro. La piazza è affollata di persone provenienti da ogni parte del mondo.
Il giorno di Pasqua 1934 vide la suprema glorificazione di Don Bosco. Pio XI lo proclamò ‘ Santo ’. Era il 1° aprile. Nella foto, l’entrata del Papa nella Basilica di San Pietro. La piazza è affollata di persone provenienti da ogni parte del mondo.
Il povero contadinello dei Becchi è venerato nella Basilica di San Pietro tra i fondatori di Congregazioni religiose. La sua statua (opera del Canonica) campeggia al posto d’onore, al di sopra dell’antichissima effigie di San Pietro e del ritratto di Pio IX, suo protettore e amico. Un particolare curioso e quasi incredibile: Don Bosco, in un sogno, vide se stesso in San Pietro, esattamente nel luogo occupato oggi (1965) dalla sua statua.