Don Bosco ebbe modo di conoscere la situazione della povera gente e soprattutto dei giovani a Torino. Studente al Convitto percorreva le strade dei quartieri poveri, e visitando le soffitte e le abitazioni degli immigrati ebbe ben presto occasione di vedere e vivere scene di miseria e violenza di cui erano protagonisti e vittime innumerevoli giovani (cSMB 2, 57-59; 64-65).
Un giorno di fine autunno 1829, lo zio materno Michele, passato di là a trovare il nipote e saputo che persisteva vivo in lui il desiderio di continuare gli studi, volle che tornasse a casa: avrebbe provveduto lui a farlo studiare. I Moglia soffrirono molto per la sua partenza (cf MB 1, 205s), ma Giovanni, acceso di nuova speranza, diede l'addio a quei luoghi a lui cari. Più tardi definirà il periodo passato alla cascina Moglia tra i più belli della sua giovinezza.
A 4 chilometri dai Becchi esiste un importante centro agricolo: Buttigliera d'Asti. Giovanni vi andava con la famiglia per le fiere e i mercati. Ma questo paese è legato alla nostra storia per un avvenimento particolare: il Giubileo, indetto da Pio VIII nel 1829. A Buttigliera si tennero predicazioni straordinarie che videro Giovanni assiduo ascoltatore. Aveva allora quattordici anni. Una di quelle sere, tra il 5 e il 7 novembre, sulla via del ritorno, egli si incontrò con Don Giuseppe Calosso, cappellano di Morialdo. Il sacerdote, colpito dalla vivacità del ragazzo, l'invitò a ripetergli il sunto della predica udita. L'esatta ripetizione fece strabiliare il cappellano: dopo altre domande, invitò Giovanni a casa sua (cf MB 1,178).
L'inserimento nel nuovo ambiente, gli costò molti sacrifici. A questo si aggiunga la fatica gravosa di andare e venire da casa quattro volte al giorno, il che significava ogni giorno 20 chilometri a piedi.
Castelnuovo d'Asti è un popoloso e importante centro viti-vinicolo. Oltre che di Don Bosco, è patria di san Giuseppe Cafasso, del canonico Giuseppe Allamano (fondatore dei Missionari della Consolata) e del cardinale Giovanni Cagliero, capo della prima spedizione missionaria salesiana.
Terminate le scuole primarie a Castelnuovo, mamma Margherita decise di inviare Giovanni a Chieri, l'industriosa cittadina a 12 km da Castelnuovo, sulla strada che porta a Torino. Lì avrebbe frequentato il ginnasio nella scuola pubblica chiamata Collegio reale. Così il 4 novembre 1831, col fagottino della biancherìa, un sacchetto di farina e uno di granoturco, madre e figlio partirono alla volta di Chieri (et MB 1,249). Colà attraversarono via Maestra per cercare un negozio in cui vendere le derrate.
Nei giorni di festa il lavoro dei campi si fermava. Ma Giovanni non conosceva riposo. La domenica mattina, prestissimo, prese ad andare a Moncucco per confessarsi, ascoltare la Messa e fare la Comunione. Ben presto, avuta l'approvazione del parroco Don Cottino, organizzò come un piccolo oratorio, radunando i giovani per buona parte della giornata, intrattenendoli con la sua inventiva e serenità e guidandoli nella preghiera. Rientrava in cascina alla sera, cantando felice, pur nella sua stanchezza (cf MB 1, 195; 202).
A circa un'ora di cammino dalla cascina Moglia, attraverso sentieri in mezzo alle colline, si raggiungeva il paese di Moncucco. Là dovevano recarsi gli abitanti della borgata per la Messa domenicale. Ma questo non poteva bastare a Giovannino, sempre assetato di Dio.
Dal 1859, le passeggiate cambiarono formula: invece di tornare ogni sera ai Becchi, i ragazzi facevano tappa e pernottavano in paesi diversi. E fu così che raggiunsero Canterano, dove il 3 ottobre del 1859 si esibirono in una recita farsesca, intitolata Gianduia; e poi Cortandone, Cortazzone e Montechiaro.
Quando i pellegrini entrano in Valdocco, corrono con lo sguardo lassù, dove sono conservate con geloso amore le camerette di Don Bosco e i suoi ricordi. Ai piedi dell'edificio, dov'era l'orto di mamma Margherita, sorge il monumento a Don Bosco. Lo scultore Cellini ha cercato di fissare nel bronzo il volto sereno e il sorriso buono che incantava i suoi ragazzi.
Con l'entrata in funzione dei nuovi edifìci, il numero dei ragazzi ospitati in Valdocco potè toccare il numero di 800. Stupisce il pensiero che in pochi anni Don Bosco, senza denari, abbia potuto realizzare opere così imponenti per i suoi ragazzi.
Ma ben presto la situazione divenne di nuovo insostenibile, e nel febbraio 1828, con un involtino sotto il braccio e la benedizione della mamma, Giovanni si mise di nuovo in cammino, in cerca di lavoro, pane e tranquillità. Questa immagine di aridità e freddo dà un'idea dell'ambiente e del clima che accolse il ragazzo. Provò a Moriondo. Molti lo commiserarono, ma nessuno lo volle accettare. Bussò a diverse cascine che costellavano le terre attorno a Moncucco, ma non ebbe sorte migliore...
nella diocesi di Vellore; attività al 2025: Scuola primaria; Villaggio integrazione animazione (VIA); Opere sociali; Scuola; Parrocchia; Cappellanie; Missione; Ospedale; Villaggio per bambini
nella diocesi di Vellore; attività al 2025: Doposcuola; Centro giovanile; Scuola media e ginnasiale; Scuola secondaria; Pensionato; Orfanotrofio; Centro exallievi; Santuario; Cappellanie; Opera sociale
nella diocesi di Vellore; attività al 2025: Oratori; Scuola professionale per falegnami; Scuola professionale per meccanici; Scuola professionale per sarti; Convitto; Pensionato; Opere sociali; Centro exallievi; Cappellanie; Opere assistenziali
[Status di Canonizzazione Rilevabile]: Venerabile (Pre-1929) ; [Descrizione Iconografica - Soggetto Raffigurato]: Riproduzione fotografica in bianco e nero del monumento scultoreo dedicato a Don Bosco con i giovani. Riporta il versetto: "Mi feci piccolo tra voi come nutrice..." (1 Tess 2, 7).
[Status di Canonizzazione Rilevabile]: Venerabile (Pre-1929) ; [Descrizione Iconografica - Soggetto Raffigurato]: Stessa riproduzione scultorea dell'immaginetta precedente (0097), ma con un'impaginazione dotata di passe-partout chiaro e scritte in carattere gotico.
[Descrizione Iconografica e Visiva]: Riproduzione della celebre e antica tavola della Madonna di Impruneta (Firenze), una Madonna in trono col Bambino, qui mostrata all'interno della sua ricca cornice protettiva con ex-voto, collane e gioielli appesi ai lati. ; [Dati Editoriali - Note Tecniche - Codici]: Tipologia: Stampa fotografica-fotomeccanica lucida, tipica dei souvenir dei santuari storici.
nella diocesi di Venezia; attività al 2025: Scuola Secondaria di 2° grado paritaria: Istituto tecnico Grafica e Comunicazione, Istituto tecnico Meccatronico indirizzo Energia; Formazione Continua; Centro di Formazione professionale (meccanico, elettrico, grafico); ISRE (Istituto Superiore Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa; Ospitalità; Centro convegni
nella diocesi di Venezia; attività al 2025: Animazione missionaria; Animazione vocazionale; Pastorale giovanile; Servizio civile; Sede ispettoriale; Ufficio Scuola; Servizi amministrativi; Salesiani Nord Est per il Sociale ETS; Fondazione Salesiani per la Formazione Professionale Italia Nord Est-IS
nella diocesi di Baucau; attività al 2025: Oratorio; Centro giovanile; Scuola media; Aspirantato salesiani chierici e laici; Centro di promozione sociale; Parrocchia; Stazioni missionarie
[Descrizione Iconografica dell'Immaginetta]: La Sacra Famiglia (Maria col Bambino e Giuseppe con un giglio in mano) è affiancata dai tre Re Magi sotto una capanna essenziale. In alto, due angeli fluttuanti reggono un nastro-cartiglio recante il titolo della celebre antifona natalizia "Venite Adoremus", illuminati dalla luce della stella. ; [Dettagli Tecnici e Note Editoriali]: Stampa cromolitografica caratterizzata da sfumature morbide e un effetto soffuso. Bordo lineare liscio.
[Lingua]: Latino ; [Descrizione Iconografica - Scena Rappresentata]: Natività con i Magi (Cartiglio angelico): In alto due angeli reggono un cartiglio con la scritta "Venite Adoremus" sotto una luce divina. Al centro, la Madonna, San Giuseppe e i tre Magi circondano il Bambino Gesù adagiato sul fieno.
[Descrizione Iconografica e Visiva]: Classica iconografia della Madonna di Pompei, seduta in trono col Bambino mentre distribuisce il rosario a San Domenico di Guzmán e a Santa Caterina da Siena. Il nucleo centrale è circondato da una ghirlanda ovale di rose e fiori. ; [Dati Editoriali - Note Tecniche - Codici]: Dati Editoriali: "Cav. A. Marini - Roma". Codice: N. 114 A. Tecnica: Cromolitografia di ottima fattura.
[Soggetto e Descrizione Iconografica]: Riproduzione del quadro del Santuario di Pompei: la Madonna in trono consegna il rosario a Santa Caterina da Siena, mentre il Bambino Gesù lo consegna a San Domenico di Guzmán, circondati da una ghirlanda di fiori. ; [Dettagli Editoriali - Note Tecniche]: Bordo fustellato sagomato a grandi onde (simile al 0871).
In questo clima di famiglia Don Bosco si sceglie i primi aiutanti. Questa pagina di taccuino di Michele Rua registra la nascita dei Salesiani: La sera del 26 gennaio 1854 ci radunammo nella stanza di Don Bosco: esso Don Bosco, Rocchietti, Artiglia, Cagliero e Rua; e ci fu proposto di fare... una prova di esercizio pratico di carità... Da tale sera fu posto il nome di Salesiani a coloro che si proposero... tale esercizio.
nella diocesi di Vercelli; attività al 2025: Oratorio e Centro giovanile; Parrocchia; CFP (meccanici industriali, riparatori autov., termoidraulici, saldatori, acconciatori, controllo numerico, amm. segr., servizi al lavoro)