P. Ulliana a Bang Pong - Chiesa Salesiana parrocchiale, alla presenza di tutte le autorità e degli amici buddisti, funzione funebre per la morte di Paolo VI (9.8.1978)
[Testo - Didascalia sul Fronte]: “ACCIPITE ET MANDUCATE” ; [Soggetto Iconografico - Descrizione Visiva]: L'Ultima Cena: Riproduzione del celeberrimo affresco milanese con gli apostoli disposti lungo la tavola attorno a Cristo. ; [Riferimenti ad Opere d'Arte - Luoghi - Note]: Riproduzione dell'affresco di Leonardo da Vinci (Refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano).
[Testo - Didascalia sul Fronte]: “Miniatura XIV Secolo” ; [Soggetto Iconografico - Descrizione Visiva]: Miniatura dell'Ultima Cena: Rappresentazione stilizzata e frontale di Gesù che spezza il pane con i dodici apostoli attorno a una tavola semicircolare, in stile gotico medievale. ; [Riferimenti ad Opere d'Arte - Luoghi - Note]: Riproduzione da codice miniato del Trecento.
[Descrizione Iconografica dell'Immaginetta]: Cristo con pane e calice entro una cornice ad arco con lo Spirito Santo in forma di colomba. Attribuito al pittore rinascimentale Borgognone. ; [Elementi Testuali e Note Editoriali]: "da Borgognone", "Imprime en Italie", logo editoriale in basso a sinistra.
[Descrizione dell'Immagine]: Riproduzione della celebre opera di Paolo Veronese raffigurante l'Ultima Cena, inserita sotto una maestosa arcata classica rinascimentale. ; [Soggetto - Iscrizione sul Fronte]: Veronese - SACRUM CONVIVIUM (Ars - 114 - Printed in Italy)
La didascalia del biografo dice: L'ultima foto di Don Bosco, presa a Torino da Carlo Deasti, il 6 dicembre 1887. La data è improbabile, ma resta comunque l'ultimo documento fotografico di Don Bosco vivente. Serio, rigido, Don Bosco ha ceduto alle insistenze dei suoi figli che volevano assicurarsi ancora un ricordo della sua immagine, ma è chiaro come la malattia e la stanchezza hanno avuto la prevalenza sulla sua disponibilità.
CARLO FELICE DEASTI - Ultima fotografia di Don Bosco vivente - Torino 1887 - Originale, stampa al bromuro d’argento, cm 10,3 x 14,3, montata su cartoncino portaritratto, cm 11 x 16,5 grigio davanti con la scritta in rosso a stampa «C - Deasti - Via Gari
Giovanni fu accolto nella casa del sarto e organista Giovanni Roberto, il quale gli insegnò la sua arte e anche la musica e il canto. Da lui imparò a suonare il cembalo e il violino. Giovannino ne ripagava l'ospitalità aiutandolo nel taglio e nel cucito (cf MB 1, 221; 232-233). Contemporaneamente, per guadagnarsi qualche soldo e comperarsi i libri, frequentò l'officina del fabbro Evasio Savio e imparò a maneggiare il mantice e l'incudine. Si preparava così, inconsciamente, al suo futuro di apostolo nelle scuole professionali (cf MB 1,234).
La più grande opera dei missionari salesiani fu la difesa degli indios Araucani. Manuel Namuncurà, l'ultimo grande cacico di questo popolo, scelse i Salesiani come medìatorì di pace con l'esercito argentino. Depose le armi nel forte Roca il 15 maggio 1883. In un incontro con Don Cagliero, consacrato Vescovo missionario, gli affidò il giovane figlio Zefirino
II proposito dì compiere esattamente il proprio dovere, che aveva preso al ritiro dell'inizio d'anno scolastico (ci MB 1,374), lo portò ben presto ad essere un'autorità morale e un modello per gli altri seminaristi (cf MB 1, 379). Insieme con alcuni amici fidati fondò anche un circolo scolastico, il cui scopo era di promuovere l'osservanza delle regole del seminario e l'approfondimento delle materie scolastiche... (cf MB1, 409). In questo corridoio il chierico Bosco tratteneva i suoi compagni in ricreazioni e conversazioni.
I vigneti, insieme alla stalla, erano la migliore risorsa della cascina. Perciò la sollecita cura delle viti costituiva la parte preponderante del lavoro. Bisognava potare, zappare, concimare, irrorare e dare lo zolfo e il verderame. E finalmente, dopo tanti mesi di fatiche, la vendemmia, sempre sperando che non venisse la grandine a distruggerla.
Alle finestre della galleria si affacciano i tralci delle viti con i grappoli che s'arrampicavano su dal cortile. Don Bosco li coglieva con gioia per offrirli ai suoi figli e benefattori. Nel 1886, con gesto gentile, non volle che si staccassero i grappoli prima dell'arrivo di mons. Cagliero dall'America. Era il suo primo missionario.
A quei tempi nei paesi di campagna l'amministrazione della Cresima non avveniva tutti gli anni. Nell'archivio della chiesa parrocchiale di Buttigliera d'Asti, si conserva l'elenco dei 72 cresimati del 1833, tra cui figura il nome di Giovanni Bosco (cf MB 1,277). Padrino per tutti il sindaco Giuseppe Marzano, e madrina Melina Giuseppina, contessa di Capriglio.
In questa stanza gli studi di Giovanni progredivano rapidamente e bene. A Natale ho messo mano alla grammatica latina. A Pasqua iniziai le traduzioni. Facevo tanto progresso in un giorno col cappellano, quanto ne avrei fatto a casa in una settimana. Quell'uomo di Dio più volte mi disse: Non darti pensiero del tuo avvenire. Finché vivo non ti lascerò mancare nulla. E se muoio prowederò a te ugualmente (MB 40).
Urbano Rattazzi, ministro degli interni nei governi Cavour. Un anticlericale duro, che però protesse sempre Don Bosco, consigliandogli la soluzione legale per fondare la sua Congregazione, senza pericolo di vedersela sopprimere. È stato Rattazzi a concedere a Don Bosco il permesso di portare a passeggio i ragazzi del carcere minorile della Generala, ricevendone una lezione di pedagogia.
La sua vita è diventata un esempio talmente significativo che la chiesa ha voluto proporlo all'attenzione di tutti i cristiani. Beatificata il 20 giugno 1951, la sua salma si venera nella Basilica di Maria Ausiliatrice, accanto a quella di Don Bosco.
La salma di Don Bosco riposa in un'urna di bronzo sopra un lettino di velluto rosso. I resti del suo corpo sono rivestiti dei paramenti sacerdotali donati dal papa Benedetto XV. Il volto e le mani sono stati modellati in cera dallo scultore Cellini.
nella diocesi di San Sebastián; attività al 2025: Oratorio festivo; Centro giovanile; Scuole medie e liceali; Albergo giovanile; Scuole professionali di 1° e 2° grado; Scuola tecnica grafica; Chiesa pubblica